A groovy kind of love - Phil Collins - 80sneverend - Una storia inglesissima

Una storia inglesissima

Phil Collins – A groovy kind of love

Phil Collins incise “A groovy kind of love” nel 1988, come colonna sonora del film “Buster” che uscì appunto quell’estate. Fece una cover di una canzone del 1965, in realtà. A noi italiani piacque subito, forse perché ci sembrava molto orecchiabile… E in effetti la avevamo già sentita almeno due volte! I più diversamente giovani ricorderanno una cover dei Camaleonti del 1966. I Dinosauri come noi invece sicuramente si emozionano ancora nel sentire “Agnese” di Ivan Graziani, una cover della stessa canzone, in cui il grandissimo poeta e cantautore marchigiano riscrisse completamente il testo (e lo fece magnificamente). Io impazzisco tuttora per quei versi in cui ricorda di non avere mai baciato Agnese color di cioccolata, e alla fine si ritrova a ripercorrere le strade che faceva con lei, però non c’è più Agnese seduta sul manubrio a cantar canzoni… un testo fantastico!

In realtà anche il film “Buster” non era male. L’interpretazione di Phil Collins fu spettacolare e gli valse diversi premi e nomination. Buster racconta la storia di Buster Edwards, uno dei componenti della banda che nel 1963 compì la Great Train Robbery, l’assalto al treno postale Glasgow-Londra. Con questa operazione clamorosa rubarono tre milioni di sterline, ma quasi tutti furono subito braccati. In realtà Buster riuscì per un pelo a fuggire ad Acapulco. La fidanzata June riuscì a raggiungerlo solo dopo diverso tempo, ma non si adattò alla nuova vita, e decise in seguito di tornare a Londra.

Buster si trova ancora ad Acapulco quando si ritrova ad esultare per la vittoria inglese ai mondiali del 1966… da solo. E qui capisce che i soldi e la fortuna non fanno la felicità e l’amore, e decide di tornare a Londra pur di ritrovare la sua June. Sapendo che verrà immediatamente arrestato, torna a Londra per lei, e sconta 15 anni di prigione.

Ma non è una bella storia? In effetti qualcuno la aveva già raccontata in una canzone! Era Paul Hardcastle, che raccontò proprio questa vicenda nella sua “Just for Money”, contenuta nell’album con il suo stesso nome. (Per capirci, “19” era la seconda traccia, “Just for Money” la quarta, se ricordo bene. Credo di essere l’unico italiano a possedere ancora quel disco, a parte magari Red Ronnie!).

E poi questa storia è inglesissima, dai… Nessuno poteva interpretarla meglio di Phil Collins!

#quotefromthe80s
Can't control the quivering inside.
Wouldn't you agree
Baby you and me
We've got a groovy kind of love?
#PhilCollins #AGroovyKindOfLove

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