Donna Rouge - Fake - 80sneverend - Lost in translation

Parlare le lingue

Fake – Donna Rouge

#quotefromthe80s
And on the floor the queen in the light
Let all your feeling groove for me
Voglio fare l'amore tutto il giorno,
Tutta la notte, sempre
I don't understand but
I can feel it, too, I can feel it
#Fake #DonnaRouge

Sappiamo tutti quanto sia importante parlare o almeno capire le lingue straniere. E se certamente è sempre più indispensabile nel mondo globale e interconnesso di oggi, già negli 80 c’erano canzoni a farci capire quanto fosse importante.

Magari canzoni in più lingue: senza scomodare l’unicum linguistico di Der Kommissar e in generale di tutto il repertorio di Falco, possiamo ricordare anche Howard Jones che realizza una versione di Like to Get to Know You Well con il ritornello in inglese, francese e tedesco (e la copertina in una decina di lingue), oppure Blondie, che amava inserire frasi in altre lingue, come in Call Me, “uh uh amore chiamami, appel moi mon cheri”, o in French Kissin’ in the U.S.A.

C’è una canzone che, con molta ironia, portava il tema delle lingue straniere nelle discoteche europee. Immaginatevi di flirtare con una persona che desiderate, e questa persona vi rivolge l’invito più esplicito possibile, ma sfortunatamente in una lingua che non conoscete, e quindi rimanete nel dubbio o in stallo, specialmente se siete un po’ timidi e inesperti come eravamo negli anni 80.

È proprio quello che succedeva al cantante dei Fake, una band svedese di musica pop/disco divenuta famosa negli ultimi mesi del 1983 con la loro bellissima, spiritosissima e soprattutto ballatissima Donna Rouge (già il titolo era in due lingue): la canzone è in inglese, ma a un certo punto la ragazza del gruppo si rivolge a lui in italiano (scelta non banale per un gruppo svedese, ma forse eravamo più importanti di quanto pensavamo) e lui serenamente perde l’attimo dicendo che non capisce la frase, ma comunque…. Ma comunque il momento ormai è andato, caro il mio Tony!

Tony Wilhelmsson era il cantante dei Fake, che si erano formati alcuni anni prima per iniziativa soprattutto di Erik Strömblad (ma spesso in Europa dimenticava i puntini della “o”), che nel video è quello che vediamo più a sinistra che suona le tastiere. Il gruppo originariamente si chiamava Size 46, poi nel passaggio ai primissimi anni 80 ci furono vari avvicendamenti fino all’arrivo appunto del cantante Tony.

Mi sono sempre chiesto se questa canzone avesse davvero una frase in italiano nella sua versione originale, o se fosse stata adattata al nostro paese, e ho scoperto una cosa interessantissima: in effetti la versione in inglese con la frase in italiano non era la prima versione: in quella originale infatti, che si trova comunque su YouTube, la canzone si intitolava già Donna Rouge, ed era però cantata in svedese, ma sempre con le frasi italiane ben presente! Addirittura, c’era un’ultima frase (non correttissima per un madrelingua) che è stata rimossa nella versione internazionale che conosciamo.

Naturalmente, dopo il fondatore e il cantante, dobbiamo menzionare anche la cantante, che ovviamente con le sue frasi diventa assolutamente protagonista. Benché giovanissima (aveva solo diciassette anni), Ulrica Örn era già conosciuta in Svezia perché era stata protagonista di un film, G, che narrava le vicende di tre giovani (G era il nome di una discoteca che frequentavano). Uno dei protagonisti è innamorato di Mia, interpretata appunto da Ulrica (il cui vero nome si scrive con la k, Anna Ulrika Örn, ma già per il pubblico svedese aveva addolcito il proprio nome con una c).

Ulrica, che oggi è ancora famosa ed è una affermata giornalista, lasciò i Fake a metà degli anni ’80, per cui nel video dell’unico altro successo internazionale del gruppo, Another Brick del 1985 non vediamo più la chioma rossa di Ulrica, ma quella bionda di Lenita Rydberg, cantante svedese che era fidanzata con Joey Tempest, il leader degli Europe, e che però non fece mai veramente parte dei Fake anche se appunto appariva in questo video con il fondatore Erik.

In effetti, parlando di video, Donna Rouge non aveva neppure un vero video, e come sempre vengono tramandate nella storia da noi Dinosauri le immagini delle trasmissioni televisive, in questo caso Discoring. E questo in effetti era forse l’unico limite della italo-disco e della dance in generale: i budget erano spesso talmente limitati che era più importante essere ascoltati nelle discoteche piuttosto che essere trasmessi sui canali musicali. Questo non vuol dire che il successo, quando arrivava, era meno rilevante!

Insomma, questa canzone ci ha fatto ballare tantissimo, forse ci ha fatto sorridere, ma la faccia di Tony dopo le frasi di Ulrica ci deve sicuramente far pensare a quanto sia importante parlare o almeno capire la lingua giusta al momento giusto!

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