Hall&Oates - I can't go for that - 80sneverend - Respecting limits

Rispettare i limiti

Daryl Hall & John Oates – I Can’t Go For That (No Can Do)

#quotefromthe80s
Yeah I, I'll do anything that you want me to
Yeah, I'll do almost anything that you want me to
Yeah, but I can't go for that
No (no), no can do
#Hall&Oates #ICantGoForThat

Verso la metà del mese di dicembre 1981 usciva una delle canzoni più famose di tutta la lunghissima carriera di un duo che in Europa è stato certamente sottovalutato, anche perché si sono sempre rivolti più al mercato americano che a quello europeo, e stiamo parlando di Daryl Hall e John Oates.

Negli Stati Uniti, infatti, Hall&Oates hanno avuto una carriera e un successo incredibili, e assolutamente meritati, mentre in Europa sono sempre rimasti interpreti un po’ di nicchia, anche se certamente stimati a amati da tutti.

In effetti, Hall&Oates hanno avuto un percorso lunghissimo e particolarissimo, se pensiamo che nel settembre del 1981 avevano fatto uscire il loro decimo album in studio, Private Eyes, preceduto alcune settimane prima dal singolo omonimo, che naturalmente era andato subito nei primi posti delle classifiche. Ma il successo di questo primo singolo fu rapidamente occultato una decina di giorni prima di Natale, quando appunto uscì la bellissima I Can’t Go for That (No Can Do).

La canzone, come spesso avviene, era stata composta quasi per caso durante le sessioni di registrazione dell’album: Hall e Oates crearono le basi dei vari strumenti seguendo le ispirazioni che avevano in mente in quel momento, e nel giro di qualche ora la canzone era praticamente pronta. A dire il vero mancava il testo, ma il giorno seguente arrivò il contributo fondamentale di Sara Allen, la fidanzata storica di Daryl Hall, che compose il testo insieme a lui. Possiamo dire che Daryl componeva, e Sara toglieva, perché pare che Hall volesse aggiungere altro testo in fondo ad alcuni versi, ma Sara lo persuase a togliere il testo in eccesso, giungendo alla versione finale.

Il titolo deriva da una frase che Daryl Hall usava spesso quando gli veniva chiesto di assecondare le folle dei fan oltre un certo limite. Al tempo della canzone si scatenarono ipotesi incontrollate su quali fossero questi limiti da non oltrepassare, e nel Regno Unito alcuni vollero vedere anche riferimenti a pratiche erotiche, cosa che fu smentita con convinzione da Hall e Oates, che notarono come la stampa inglese avesse la consuetudine di vedere perversioni anche dove non c’era davvero motivo.

Successivamente, in una intervista Hall ammise che il concetto di non oltrepassare i limiti che ci si pone, benché assolutamente generale, era in questo caso riferito alle richieste delle case discografiche, che non esitano ad aumentare pretese ed aspettative anche quando si raggiunge il limite della disponibilità personale. Un tema che verrà ripreso, sempre in maniera non palese, anche in una famosissima canzone dell’anno successivo, Maneater.

Il video di I Can’t Go for That (No Can Do) è semplice e glamour al tempo stesso. Infatti, se tutto sommato il video mostra una performance abbastanza semplice e senza effetti speciali, è anche vero che Daryl Hall si mostra quasi al top del suo glamour personale: capello biondo lungo e vaporoso in pieno stile anni ’80 (e siamo solo nel 1981!), completo verde (probabilmente lo stesso che vediamo anche nel video di Private Eyes) che però, con l’effetto sovraesposto della luce, diventa dello stesso colore dei capelli, e movenze da consumato cantante confidenziale, supportato dai coretti e dai sospiri di John Oates.

Insieme a Hall e Oates nel video vediamo anche un altro personaggio fondamentale per la loro carriera, il sassofonista Charlie DeChant, detto “Mr. Casual”. DeChant suonava con Hall e Oates fin dal 1976, e di fatto collaborò con loro per tutta la carriera, e lo vedremo con il suo sax in diversi altri video come appunto Maneater o Method of Modern Love.

I Can’t Go for That ebbe un tale successo ed entrò tanto in profondità nel gusto e nella cultura dell’epoca, che divenne in assoluto una delle canzoni più coverizzate e campionate. Ventidue anni più tardi, nel 2003, i Simply Red composero una canzone, Sunrise, che di fatto ha la stessa base di I Can’t Go for That, una specie di omaggio aperto a una grande canzone e ai suoi due grandissimi interpreti, ma furono davvero tantissimi gli interpreti che preso spunto da questa canzone, come Puff Daddy o De La Soul.

In Italia, ovviamente, non possiamo non citare Hai capito o no del grande Ron, uscita quasi due anni più tardi, una vera e propria versione italiana del successo di Hall e Oates.

In realtà, su questa canzone e su tutti gli artisti che ha ispirato, c’è un aneddoto importante da riferire. Infatti, Daryl Hall raccontò che, quando nel 1985 si presentò a registrare We Are the World con il supergruppo USA for Africa, fu avvicinato nientemeno che da Michael Jackson, il quale lo ringraziò perché da questa canzone aveva preso un chiaro spunto per la linea di basso di Billie Jean, e sperava che la cosa non dispiacesse troppo a Hall, che invece ne fu divertito e lusingato.

Insomma, Hall e Oates sono sicuramente stati dei grandissimi protagonisti degli anni ’80, soprattutto negli Stati Uniti, e forse hanno avuto addirittura lo svantaggio di essere diventati famosissimi troppo presto, quando gli anni ’80 erano ancora acerbi. Ma d’altra parte, è impossibile contenere talento e successo quando scrivi delle canzoni indimenticabili e bellissime come questa.

Hall&Oates su Wikipedia

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