New moon on Monday - Duran Duran - 80sneverend - Moon and Monday

Lune e Lunedì

Duran Duran – New Moon On Monday

#quotefromthe80s
I light my torch and wave it for the
New moon on Monday
And a fire dance through the night
I stayed the cold day
With a lonely satellite
#NewMoonOnMonday #DuranDuran

Il 23 gennaio del 1984, ormai quaranta anni fa, usciva una delle canzoni più strane e bizzarre degli anni ’80. Ma se pensate che gli autori fossero un gruppo altrettanto bizzarro, siete in errore, perché stiamo parlando dei simboli assoluti degli anni ’80 in Europa: i Duran Duran.

Dopo il successo enorme dell’album Rio e di canzoni come la stessa Rio, Hungry Like the Wolf o Save a Prayer, e dopo il successo del singolo Is there Something I Should Know? che era uscito al di fuori di ogni album nel marzo del 1983, i cinque ragazzi di Birmingham erano pronti all’uscita del loro terzo album, che li avrebbe imposti a tutto il mondo come assoluti protagonisti del decennio sia per quanto riguardava la musica che per il look, cose importantissime negli anni ’80.

Come sempre, gli album venivano preceduti da un singolo, e così nel mese di ottobre del 1983 era uscita The Union of the Snake, in vista dell’uscita dell’intero album Seven and the Ragged Tiger, autentico manifesto del gruppo (i cinque ragazzi più i due produttori) lanciato alla conquista del successo (la tigre). L’album uscì nel novembre del 1983, e appunto nel gennaio del 1984 usciva il secondo singolo, New Moon on Monday, una delle canzoni più strane di tutta la loro produzione.

Perché penso che sia una canzone strana (ma comunque bellissima)? Il testo è certamente ermetico fin dai primi versi. “Scuoti l’immagine, la miscela di lucertole con la tua danza la sera” potrebbe forse essere il testo di un haiku giapponese sull’estate, o forse il claim di una sottile campagna pubblicitaria, ma certamente era un inizio di canzone piuttosto misterioso.

E in effetti tutto il testo si sviluppa in una serie di immagini enigmatiche, si parla di tracce lasciate appositamente, sirene d’avvertimento, ed è davvero difficile trovare un argomento alla canzone. molto lontanamente si potrebbe pensare a due persone di cui una attende un cenno d’intesa dall’altra, che però non sembra così convinta.

Probabilmente, però, la storia è completamente diversa. In moltissime interviste durante tutti questi anni, infatti, Simon Le Bon ha ribadito che in realtà non scriveva i testi delle canzoni pensando alle storie, ma semplicemente cercava parole e frasi intriganti e che suonassero bene con il ritmo della canzone. Il fatto che ovviamente poi il senso della canzone non fosse così comprensibile o evidente era assolutamente di secondaria importanza per Simon, anzi, forse aggiungeva un ulteriore tocco di fascino alla canzone.

Nel testo compare una parola in spagnolo o in italiano, visto che “la luna” resta uguale in entrambe le lingue). Guardando l’insieme dei testi di Simon Le Bon, in effetti, oltre all’inglese vengono usate solo parole in francese fino a quel momento; addirittura, il titolo di una canzone è in francese, anche se poi il titolo non viene mai menzionato nella canzone, e sto ovviamente parlando della bellissima The Chauffeur (Sing Blue Silver). Potrebbe anche essere che Simon fosse partito dalla traduzione francese, ma per questione di sillabe e di metrica abbia preferito usare le parole “la luna”.

Il video è molto bello ma ha a sua volta una storia strana. I Duran Duran da sempre lo citano come il video che più detestano, al punto che non riuscirebbero a restare a vederlo se qualcuno lo proiettasse in loro presenza. Non che sia un brutto video, anzi, ma nacque in circostanze piuttosto strane. Intanto, i Duran Duran avrebbero voluto girare il video con il loro regista preferito, il primo grande regista dei video degli anni 80, Russell Mulcahy, che però era impegnato a girare in un’altra parte del mondo.

La produzione però non poteva aspettare, perché appunto a gennaio doveva uscire il singolo, e quindi anche il video doveva essere pronto per canali come MTV, e così il gruppo si rivolse al regista Brian Grant, che era comunque socio di Mulcahy e di David Mallet, e aveva altri grandi video all’attivo, come Pop Muzik degli M (al secolo Robin Scott), Physical di Olivia Newton-John, il bellissimo e inquietante video di Shock the Monkey di Peter Gabriel e altri. Per i Duran Duran, aveva già diretto il bellissimo video di Hungry Like the Wolf.

Grant cercò di imbastire un vero e proprio mini-film, un po’ come aveva fatto poco tempo prima John Landis per Thriller di Michael Jackson, e dovette create una storia, perché appunto dal testo la storia non si capiva. E così si immaginò una storia ispirata ai gruppi di resistenza clandestina in Francia durante la Seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca.

Nel video vediamo tanti soldati con uniformi nere, e i Duran Duran vengono reclutati da questa organizzazione che, come leggiamo sui volantini che distribuiscono, si chiama appunto “La Luna”, e ciò costituisce probabilmente l’unica connessione tra testo e video.

Se avete l’impressione che i Duran Duran nel video non fossero particolarmente ispirati, avete ragione. Per restare nei tempi, il video fu praticamente girato in fretta nel mese di dicembre, cosa che non rese particolarmente felici i Duran Duran, che dovettero appunto cambiare i loro progetti e recarsi nel villaggio francese di Noyers, vicino ad Auxerre, diciamo a metà strada tra Parigi e la Svizzera. I Duran Duran presero il video di Grant come una seccatura, e quando non giravano si abbandonavano a mangiate e bevute per loro stessa ammissione.

Così nacquero scene piuttosto grottesche, come il ballo dei Duran Duran alla fine del video, una scena che rinnegano ancora oggi, e forse l’unica in cui si vede Nick Rhodes abbozzare dei passi di danza. Peraltro, hanno tutti un aspetto un po’ gonfio e sovrappeso, ma forse è anche l’effetto del trucco.

Nel video c’è una protagonista femminile, che abborda Simon Le Bon fin dalle scene iniziali e poi naturalmente si rivela essere parte della resistenza. Si trattava di una modella francese che aveva vinto nel 1980 il concorso di Miss Francia, Patricia Barzyk, che divenne poi una attrice abbastanza conosciuta in Francia.

Insomma, alla fine Brian Grant girò un minifilm di oltre diciassette minuti, più alcune versioni di durata inferiore per le televisioni. Tuttavia, anche il video più corto durava oltre cinque minuti, con una parte di introduzione prima della canzone vera a propria, per cui i canali come MTV lo obbligarono a ridurre il video a circa tre minuti, e in generale il video di New Moon on Monday ebbe sicuramente meno visibilità di altri in tutta Europa.

Insomma, la luna nuova forse non portò ai Duran Duran il successo che inseguivano, ma non si può nemmeno dire che portò sfortuna, perché aprì le porte al loro singolo successivo, The Reflex, che batterà tutti i record delle loro canzoni precedenti. E comunque, alla fine del video, riuscirono anche a liberare il villaggio francese dagli invasori vestiti di nero!

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