Paris Latino - Bandolero - 80sneverend - Zorro in the saloon

Zorro nel Saloon

Bandolero – Paris Latino

#quotefromthe80s
Joséphine blanche, robe rouge et noire
Danse avec le reflet du miroir
Arrivé direct from Mexico, Don Diego de La Vega
Z comme Zorro
#Bandolero #ParisLatino

Già le due parole Zorro e saloon ci fanno capire di quale canzone stiamo parlando. Era il settembre del 1983 quando entrò nelle classifiche di mezza Europe una canzone che davvero rappresenta una delle grandi magie degli anni 80. La magia di prendere un gruppo o un cantante sconosciuto, che per qualche strano motivo trova l’ingrediente segreto che non aveva mai trovato, magari anche con il video giusto, e improvvisamente il gruppo o il cantante vanno in testa alle classifiche di vendita, e la canzone diventa uno degli inni indimenticabili degli anni 80.

Poi l’incantesimo finisce, e resta la storia di un solo grande successo. Se vogliamo è la storia di Baltimora con “Tarzan Boy“, di Aneka con “Japanese Boy“, dei Picnic at the Whitehouse e “We need protection“. Uno degli esempio più eclatanti, ma anche più piacevoli da ricordare, è senz’altro quello dei Bandolero e di “Paris Latino”.

Una canzone formidabile, un gruppo anomalo e incognito, al limite dello sconosciuto. Oh, questo gruppo era così incognito che non si capiva nemmeno quale fosse il titolo della canzone e quale il nome del gruppo, visto che nella canzone venivano citati entrambi! Chi dice che erano francesi, chi spagnoli, chi messicani… e in effetti si trattava di una produzione francese, e gli elementi principali del gruppo erano due fratelli spagnoli, Carlos e José Perez. In effetti nel testo e nel video le atmosfere rimandano ai saloon del Messico, quindi la confusione era più che legittima, anche perché ai tempi non c’erano davvero altre informazioni su questo gruppo.

Il testo era soprattutto in francese, ma con una parte in inglese e con qualcosa di spagnolo nel mezzo, come il famoso coretto del ritornello. Se vogliamo, un po’ come faceva Falco con inglese e tedesco, e qualche altra lingua. L’atmosfera è esotica: nel testo si parla di questo saloon in cui si balla, si canta, si beve cuba libre tra personaggi folcloristici: Josephine vestita di rosso e di nero che balla davanti allo specchio, quando dal Messico arriva Don Diegò de la Vegà, Z come zorro. C’è spazio anche per Miss Cha Cha Cha, la playmate del mese, e soprattutto per Doctor B, che poi sarebbe il rapper che esegue la seconda parte del brano.

Perché, in mezzo a tutto questo miscuglio, “Paris Latino” ebbe questo successo spropositato? Personalmente, ho una teoria. Non è solo una bella canzone, è proprio irresistibile, come ritmo, ed è certamente molto funky. Credo che gran parte merito sia dell’autore del mixaggio finale, che era quel John “Jellybean” Benitez che lasciò il segno sul funky dei primi anni 80 con arrangiamenti davvero irresistibili, come “Holiday” di Madonna. non trovate che la base ritmica di “Holiday” e di “Paris Latino” abbiano una struttura comune?

“Paris Latino”, nel suo piccolo, vendette oltre tre milioni di copie, ed entrò di diritto nelle colonne sonore di diversi film degli anni 80, e nella memoria collettiva di noi dinosauri. Se non è una magia questa!

Bandolero su Wikipedia

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